
Nella notte missili e droni hanno colpito Kiev, danneggiando anche lo stadio Valeriy Lobanovskyi. La tennista, dopo aver travolto la Selekhmeteva: “Un missile ha distrutto un edificio a soli 100 metri da casa dei miei genitori”
Pellegrino Dell’Anno
24 maggio 2026 (modifica alle 16:41) – MILANO
Per l’ennesima notte, Kiev si è svegliata con il rumore degli allarmi. E soprattutto delle bombe. Nella nottata tra ieri e oggi, un attacco missilistico e di droni si è abbattuto sulla capitale ucraina. Danneggiando tra le altre cose lo stadio Valeriy Lobanovskyi, che ospita le partite casalinghe della Dinamo Kiev. Vetri distrutti, ma nessun danno al campo, di fatto obbligando “solo” a posticipare l’inizio del match tra la squadra di casa e il Kudrivka. Con però un rafforzamento di security e di specialisti per assicurare la massima sicurezza a giocatori, lavoratori e spettatori: la priorità. La sorte per gli edifici cittadini è invece stata ben diversa. Come ha testimoniato, in lacrime, la n.15 del mondo Marta Kostyuk dopo la vittoria all’esordio al Roland Garros (6-2 6-3 alla spagnola Oksana Selekhmeteva): “Stamattina un missile ha distrutto un edificio a soli 100




