Nel cuore di Napoli, il Gran Caffè Gambrinus non è soltanto un indirizzo storico della caffetteria cittadina, ma un luogo in cui la gastronomia ha spesso dialogato con la memoria urbana. Tra sale restaurate e una lunga tradizione di incontro tra intellettuali, viaggiatori e pasticceria, il locale ha mantenuto nel tempo un ruolo che va oltre la somministrazione. È in questo contesto che si inserisce il racconto del “Vesuvio”, un dolce che nasce non come esercizio di innovazione fine a sé stesso, ma come tentativo di ricomporre un’identità gastronomica frammentata in simboli precisi. Per valorizzarlo al meglio, il Tea Master Albino Ferri ha proposto un abbinamento con un tè nero al limone della Costiera Campana e limone.

Da sinistra il Tea Master Albino Ferri e il titolare del Gambrinus Massimiliano Rosati
Un’idea nata tra le sale del Gambrinus
Nel racconto che prende forma all’interno del Gran Caffè Gambrinus, l’origine del dolce si colloca a metà degli anni ’90, in un momento in cui il locale storico attraversa una fase di recupero e rinnovamento. È in questo contesto che prende corpo l’idea di condensare in un’unica preparazione alcune




