
Nati in Giappone e diventati popolari dagli anni Sessanta, i noodles istantanei hanno rapidamente superato i confini geografici e culturali dell’Asia, fino a entrare anche nelle abitudini alimentari occidentali. All’inizio erano soprattutto un prodotto essenziale, economico, spesso associato a studenti, lavoratori con poco tempo e dispense da emergenza. Poi il mercato si è ampliato e dai primi prodotti più semplici, a base di pollo, si è passati a varianti sempre più sofisticate, dalle versioni coreane super piccanti a quelle thailandesi con note agrumate. Il segreto del successo è rodato. Basta un po’ d’acqua calda e pochi minuti di attesa per ottenere un piatto caldo e confortante, praticamente ovunque. Oggi, però, i noodles istantanei non sono soltanto un cibo rapido. Sono anche un oggetto di consumo, rilanciato dalla cultura k-pop, dai social e da un’estetica che richiama brodi colorati, uova marinate, verdure esotiche e condimenti. Ma proprio questa popolarità ha sollevato domande: i noodles istantanei fanno male? Quante volte si possono mangiare senza preoccupazioni? Ecco tutto quello che c’è da sapere.




