Ritardi tecnologici e Rivian
Le difficoltà in Cina riflettono anche i ritardi tecnologici di Volkswagen. Liebscher è netto: “Tra poco saranno 20 anni dall’avvento dell’iPhone. È sconcertante, persino scioccante, che Volkswagen non sia ancora in grado di sviluppare autonomamente un software competitivo.”
Blume ha provato a invertire la rotta investendo nella Rivian (nella foto sopra il pick-up R1T) e nella sua architettura “zonale” di nuova generazione. Ma anche questa mossa è finita sotto osservazione. Kronenberg definisce la partnership “l’aspetto più fragile” della strategia e ribadisce che la partita tecnologica è decisiva per il successo nel mercato occidentale, soprattutto considerando i problemi interni di Cariad.
Blume rischia davvero il posto?
Non sorprende, quindi, che gli eredi delle famiglie fondatrici — provati dalle pesanti perdite degli ultimi anni sia su Volkswagen che su Porsche — stiano monitorando da vicino i progressi di Blume. Secondo un portavoce della Porsche Automobil Holding, azionista di maggioranza, il CEO ha finora dimostrato di saper guidare l’azienda in un contesto complesso, ma ora è “importante proseguire con coerenza nell’attuazione delle strategie”.
In altre parole, il recente rinnovo del contratto non garantisce affatto l’immunità: basti ricordare che il predecessore Herbert Diess fu licenziato a metà mandato. E come osserva Schmidt, Blume




