di Francesca Basso
Il premier e le proteste degli ambientalisti contro il resort di Kushner
DALLA NOSTRA INVIATA
TIRANA – L’ingresso nell’Unione europea dell’Albania non può attendere. L’aspirazione è concludere i negoziati entro il 2027 e i processi di ratifica da parte degli Stati entro il 2030. Lo pensa il premier Edi Rama, lo pensa il partito di opposizione di Sali Berisha, lo pensa la società civile che ritiene che solo così lo Stato di diritto sarà rispettato. E lo pensa Bruxelles, che ora considera fondamentale l’allargamento ai Balcani Occidentali per la propria sicurezza e per la stabilità della regione.
Ma non è un caso se il 2 giugno durante la sua visita a Tirana, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha invitato il Paese a «intensificare gli sforzi nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata». Le proteste di strada — la Flamingo revolution —, ormai entrate nella seconda settimana, contro il piano per la realizzazione di un resort di lusso sull’isola di Sazan, nell’area costiera protetta di Zvërnec vicino a Valona, che vede il coinvolgimento finanziario del genero di Donald Trump Jared Kushner e della figlia Ivanka, raccontano di un malcontento crescente nei confronti di




