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«Dom», una donna alla ricerca delle origini: ritorno a Sarajevo

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di Chiara Maffioletti

A 30 anni dalla fine dell’assedio di Sarajevo, il documentario di Battistella: «È stata una guerra nel cuore dell’Europa, eppure dimenticata con una nonchalance piuttosto agghiacciante»

La realtà che diventa più potente di ogni possibile narrazione. Ha pensato questo Massimiliano Battistella quando ha conosciuto Mirela, quarantenne bosniaca che vive a Rimini con il compagno e i due figli. Il regista era in cerca del materiale per girare un film. Alla fine, ha scelto di seguirla nel suo viaggio di ritorno a Sarajevo, dove ha vissuto fino a dieci anni all’orfanotrofio Dom Bjelave, e di trasformare la sua storia (e la sua idea iniziale) in un documentario, Dom, prodotto da Kama Productions. Sono tanti i temi al centro di questo racconto, che non a caso continua ad essere richiesto nei Festival internazionali (e presto nelle scuole) a distanza di mesi dalla sua uscita. «Il documentario parla di infanzia, dello sradicamento dalla propria terra, di una guerra, di una separazione, della maternità», spiega il regista. Che aggiunge: «È un racconto pieno di vita oltre che un tassello di storia molto interessante. Il viaggio di questa donna è un percorso che porta con sé tante riflessioni», e

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