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Asse del Brennero, l’appello degli industriali: «Strategico come Hormuz e Suez. No ai divieti unilaterali, servono soluzioni europee condivise»

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di Massimiliano Cordin

A confronto le Confindustrie di Trentino, Alto Adige e Veneto insieme al Tirolo: «Comprendiamo le motivazioni legate alla sostenibilità ambientale ma i blocchi non sono la soluzione»

«Il corridoio del Brennero non appartiene ad un singolo territorio: è un’infrastruttura europea che impatta dal Veneto alla Baviera, è la spina dorsale economica e sociale dell’Europa». È questo il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria Trentino-Alto Adige, Alexander Rieper, intervenuto ieri al convegno, organizzato dall’associazione a Trento e dal titolo «Infrastrutture a sostegno dei territori. Le vie dello sviluppo a nord e a sud del Brennero». Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e dei trasporti per discutere delle prospettive infrastrutturali lungo l’asse che collega Italia e Austria. Al centro del dibattito il tema della mobilità delle merci e delle persone, il completamento del Tunnel di base del Brennero, l’intermodalità e la necessità di una strategia condivisa a livello europeo. «Le soluzioni devono essere condivise perché il tema riguarda tutti: trasporto merci e passeggeri, Tir e automobili — conclude Rieper —. Il Tunnel del Brennero è un’opera strategica, ma serve anche investire lungo l’autostrada esistente. I passi avanti fatti sul fronte delle

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