
di Matteo Marcon
Non è ancora chiaro se il figlio del mitico sindaco-sceriffo di Treviso si sia tesserato a «Futuro nazionale»
Le passioni dei padri, talvolta, ricadono sui figli. Pare sia andata così, a leggere il post sui social con cui il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, tra i primi «colonnelli» ad aver aderito al progetto del generale Roberto Vannacci «Futuro Nazionale», ha accompagnato l’immagine dell’incontro tra Stefano Gentilini e il suo nuovo leader. Tesseramenti, ingressi ufficiali o solo una semplice ammirazione lungo il sentiero della nostalgia? Le parole di Valdegamberi, tra il dico e il non dico, sono tanto semplici quanto allusive: «Stefano Gentilini, imprenditore, figlio del mitico sindaco-sceriffo di Treviso, Giancarlo Gentilini incontra il generale a Verona. Ha manifestato l’ammirazione di suo padre, da poco scomparso, verso il generale».
Non è chiaro se Gentilini junior si sia effettivamente tesserato con Vannacci, ma le allusioni bastano e avanzano. Perché Gentilini (padre), mancato il 24 aprile 2025 a 95 anni, a Treviso è molto di più di un semplice amministratore: rappresenta l’emblema identitario più forte della Lega. Anche solo l’idea che una persona che porta il suo cognome, e il suo dna, preferisca all’effigie di Alberto da Giussano




