
di Andrea Dalla Serra
Già ministro, sottosegretario e vicepresidente della Camera, Giovanardi è arrivato a Bolzano per dare forza alla battaglia del suo partito contro l’iniziativa del presidente (che FdI sostiene) Arno Kompatscher
Anche quest’anno la bandiera arcobaleno esposta dalla Provincia in occasione del mese del pride, fa indignare la destra locale e nazionale. Dopo la polemica sollevata dal vicepresidente della Provincia Marco Galateo, a Bolzano è arrivato Carlo Giovanardi (che già in passato si è esposto contro la comunità Lgbt) per dire no alla bandiera arcobaleno. «Finché c’è una Costituzione e ci sono delle leggi in vigore, vanno rispettate. Le istituzioni — ha detto Giovanardi durante una conferenza stampa — sono di tutti, e non possono essere affittate o date a una parte di cui una gran parte della popolazione, fra cui il sottoscritto, non condivide le idee. Questo vuol dire utilizzare e strumentalizzare le istituzioni per battaglie di parte e questo come ex ministro, come ex vicepresidente della Camera dei Deputati, come ex sottosegretario non lo posso accettare».
«Elemento divisivo»
Giovanardi precisa di «non contestare il modo di vivere di chiunque, come tutti ho degli amici omosessuali, delle amiche lesbiche, ma le istituzioni sono di tutti, non




