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Matteoli: “Quanto mi piace Calhanoglu. Ma occhio Inter: questo è un Como clamoroso”

Il grande ex delle due squadre: “Dicevano che ero troppo piccolo, che ero sardo. Poi… L’Inter è stata il coronamento perfetto del mio percorso. Se la squadra di Fabregas gioca come sa fare, a San Siro saranno guai”

Giulio Saetta

Giornalista

7 novembre – 18:11 – MILANO

Architetto silenzioso dell’Inter dei record di Trapattoni e faro di un Como che negli anni Ottanta guardava in faccia le grandi senza paura. Si sfidano due pezzi importanti della vita calcistica di Gianfranco Matteoli. 

Se chiude gli occhi e pensa a Como e Inter, quali sono le prime immagini che le vengono in mente? 

“Se chiudo gli occhi, a essere sincero, la primissima immagine che mi viene in mente è Mino Favini. Per me è stato come un secondo padre. Gli devo tutto. Non solo mi ha portato a Como, ma ha sempre creduto in me quando tanti altri dicevano che ero troppo piccolo, che ero sardo, accampando scuse. Lui mi ha valorizzato in tutto e per tutto, prima come ragazzo e poi come calciatore. Lasciare casa a 16 anni non è facile, ma aver incontrato una persona

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