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Mancini guida la rinascita della Nazionale: punti sui giovani senza mezze misure

Il futuro? Meglio assecondarlo, come fece Bernardini dopo il flop al Mondiale 1974. Cambiò, stravolse, coi giovani. E nel 1982 arrivò il capolavoro spagnolo. Il nuovo ct azzurro sa riconoscere il talento: abbia coraggio perché finora le mezze misure hanno portato solo sconfitte

Stefano Barigelli

Direttore

7 novembre – 01:28 – MILANO

Il futuro, alla fine, se non gli apri la porta la sfonda. Quindi molto meglio assecondarlo. La Nazionale dopo l’ennesima catastrofe mondiale ha cominciato una faticosa ricostruzione con qualche segnale positivo mostrato nella parentesi azzurra di ottobre, anche se la strada è lunga assai. Mancini è stato sempre un tecnico coraggioso e intuitivo. Sicuramente sa riconoscere il talento, anche quando i suoi colleghi lo disconoscono. C’è una lunga lista di giocatori a testimoniarlo. Questa propensione dovrà incoraggiarla fino a farla diventare una linea guida del suo secondo mandato, con l’obiettivo di portarci a un Europeo più dignitoso dell’ultimo, firmato Spalletti. Nessuno gli chiede di ripetere il miracolo di Wembley del 2021, ma qualcosa che somigli a una confortante rinascita, questo sì.

Da noi la scommessa sui vent’anni non è mai un atto d’amore o una

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