di Massimo Gaggi
Braccio destro e ora Chief of Staff di Trump, Miller prende il posto di Suzie Wiles. È la voce brutale dei Maga: invoca la supremazia americana in nome di una forza superiore. E ha inventato il piano per separare i bambini «latinos» dai genitori
Braccio destro di Donald Trump fin dalla campagna elettorale del 2016, suo consigliere e speechwriter, nel primo mandato presidenziale, da tempo Stephen Miller è la voce più brutale del trumpismo sulle questioni interne: dalla deportazione degli immigrati all’uso (incostituzionale) dell’esercito per compiti di polizia, fino alla criminalizzazione del partito democratico definito «organizzazione estremista domestica che difende solo i criminali, le gang, gli immigrati killer e terroristi». Una definizione che persino Trump, nel ringraziarlo per i suoi consigli e la sua fedeltà, aveva giudicato un po’ eccessiva.
Ora Miller, 41 anni, la persona della quale The Donald si fida di più, quasi un plenipotenziario per gli affari domestici, è diventato il capo di gabinetto (chief of staff) della Casa Bianca. Prendendo il posto di un’altra fedelissima, Susie Wiles.
Lo scorso gennaio, Miller aveva clamorosamente dichiarato fondate le pretese di Trump sulla Groenlandia e aveva messo in dubbio la legittimità della sovranità




