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Libera professione nelle strutture sanitarie, l’assessore Tonina: «Bisogna rafforzare le verifiche»

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di Marika Giovannini

Richiamo della Provincia all’azienda ospedaliera: «Attenzione agli equilibri organizzativi». Degasperi (Onda): «Perso il senso della misura»

La libera professione svolta da un medico all’interno delle strutture sanitarie pubbliche «è prevista dalla normativa». Eppure, avverte l’assessore provinciale alla sanità Mario Tonina, è necessario monitorare «costantemente». Con un richiamo preciso ad Asuit e all’apposita commissione «istituita da anni per la verifica e la valutazione della libera professione»: in questo senso, è il monito di Tonina, l’attività di monitoraggio va «rafforzata», anche per verificare il rispetto «dei limiti» e delle autorizzazioni.

«Non è più tollerabile»

A incalzare l’assessore in consiglio è stato Filippo Degasperi (Onda). Che con una interrogazione a risposta immediata ha puntato il dito contro il «dilagare» del «doppio lavoro dei medici dentro gli ospedali». Anche trentini. Un attacco, quello del consigliere provinciale, arrivato proprio nei giorni in cui sono stati resi noti i redditi dei professionisti di Asuit. Con dirigenti che hanno incassato, lo scorso anno, più dalla libera professione che dal loro lavoro interno all’Azienda. «Si è perso il senso della misura e non è più tollerabile» ha detto Degasperi. Che ha confrontato i redditi di dieci anni fa con quelli attuali. Individuando differenze

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