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Non basta il 77% in più di auto prodotte, Stellantis chiude fino al 6 novembre lo stabilimento di Melfi per «carenza di componenti»

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di Guido Tortorelli

Dopo la chiusura sventata di CallMat a Matera con la proroga dell’appalto di Tim e i dubbi sollevati dai sindacati sul futuro della MerMec Ferrosud, la Cgil chiede al governo di aprire con urgenza una «vertenza Basilicata»

Una fabbrica automobilistica che torna a fermarsi nonostante la crescita della produzione, un call center che ha scongiurato i licenziamenti ma cerca ancora garanzie sul futuro e un gruppo ferroviario al centro di un’operazione industriale sulla quale i sindacati chiedono chiarezza. La Basilicata entra in novembre con le principali vertenze occupazionali ancora aperte. Dallo stabilimento Stellantis di Melfi (Potenza) alla CallMat e alla Mermec-Ferrosud di Matera, migliaia di lavoratori sono coinvolti in una fase segnata da sospensioni produttive, ammortizzatori sociali e riorganizzazioni aziendali.

Il fronte più rilevante resta quello dell’automotive. Da domani, 2 novembre, lo stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi fermerà nuovamente la produzione fino al 6 novembre per carenza di componenti. Una sospensione che arriva nonostante la crescita dei volumi registrata nel 2026. Secondo la Fim Cisl, nei primi nove mesi dell’anno sono state prodotte 47.580 vetture, il 77,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, ma il 76,4% in meno rispetto alle

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