
di Vito Fatiguso
Il saluto del manager da poco nominato da Pasquale Natuzzi. I vertici di Cgil, Cisl e Uil ribattono: «Basta con la logica dei tagli»
«I risultati finanziari e le sfide che il nostro business si trova ad affrontare ci indicano qualcosa di inequivocabile: il modo in cui operiamo oggi ha dimostrato di non essere più sostenibile (…) La trasformazione che ci attende sarà impegnativa e difficile. Richiederà coraggio, disciplina, responsabilità e, soprattutto, azioni decise e forte determinazione». Così Aldo Uva, neo amministratore delegato della Natuzzi, si presenta ai dipendenti.
Una lettera, inviata ai 1755 lavoratori (tra Puglia e Basilicata), i cui contenuti generano la pronta replica delle segreterie nazionali di Feneal e Uiltucs (Uil), Filca e Fisascat (Cisl), Fillea e Filcams (Cgil). «Il coraggio non consiste nel chiedere ancora una volta alle lavoratrici e lavoratori di cambiare. Consiste – è scritto in una nota congiunta – nel mettere in discussione le scelte di chi ha diretto l’azienda, assumendosene le responsabilità». Uva, che ha ricoperto lo stesso incarico da maggio del 2008 a marzo del 2009, si trova a governare una società cambiate che fa i conti con l’evoluzione del mercato, ma senza trovare ancora




