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Elezioni midterm, la sinistra Dem testa la sua forza nel partito: «Se in Michigan vince El-Sayed, nel 2028 sarà Ocasio-Cortez la candidata alla Casa Bianca»

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di Viviana Mazza

In queste elezioni di midterm non si deciderà solo il controllo del Congresso ma anche il peso specifico dell’estrema sinistra all’interno del partito democratico in vista delle presidenziali del 2028

Dalla nostra inviata ad Austin (Texas)
In queste elezioni di midterm non si deciderà solo il controllo del Congresso ma anche il peso specifico dell’estrema sinistra all’interno del partito democratico in vista delle presidenziali del 2028.
La corsa più significativa è quella di Abdul El-Sayed, il candidato democratico al Senato in Michigan, ma non è l’unica. Alcuni nell’establishment del partito democratico (incluso Obama) li hanno comunque appoggiati, mentre altri temono che le posizioni di El-Sayed, che tra l’altro è un forte critico di Israele, possano aiutare il suo rivale repubblicano e costare al partito un seggio decisivo; ma i centristi sono anche preoccupati che la base attivista legga in un successo del dottor El-Sayed (e degli altri candidati progressisti) la prova che il populismo di sinistra è un messaggio vincente, anche negli Stati in bilico. 

L’ex speaker della Camera 86enne Nancy Pelosi ha detto in un podcast: «Vedremo se questa nuova figura del Michigan verrà eletta al Congresso». Ma di El-Seyed come di Zohran Mamdani ha

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