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Bancomat pronta al lancio della stablecoin: «Puntiamo a portare sulla blockchain il debito pubblico italiano»

di Francesco Bertolino

La moneta virtuale in euro nel 2027. Sarà una piattaforma di servizi, spiega il ceo Burlando, ma la vera rivoluzione è nel «gettone»

L’avvento di Internet ha consentito di inviare informazioni in tutto il mondo e in tempo reale a costo zero (salvo quello dell’abbonamento alla rete). La blockchain — un registro digitale pubblico — promette di fare lo stesso con i pagamenti che, a ben vedere, altro non sono che una particolare categoria di informazione. Trasmetterla al di fuori dell’Europa, però, oggi richiede tempi e commissioni molto elevate. Per questo, da un anno a questa parte, Bancomat ha avviato un cantiere per coniare una stablecoin, una moneta virtuale stabile agganciata ai corsi dell’euro e garantita da una riserva di euro «reali». E, soprattutto, per costruire una piattaforma di servizi su blockchain da offrire alle banche clienti.

Il lancio della stablecoin

I lavori sono proceduti piuttosto spediti e negli ultimi mesi Bancomat ha concluso con successo più test di utilizzo della valuta digitale, coinvolgendo nelle prove otto banche italiane. «Annunceremo il nome della nostra stablecoin in occasione del Salone dei pagamenti di fine novembre — anticipa Fabrizio Burlando, ceo di Bancomat —. Contiamo poi di

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