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I pipistrelli più grandi del mondo sono sempre più piccoli. Colpa della caccia massiva a scopi alimentari

di Alessandro Sala

Le «volpi volanti del Madagascar» subiscono gli effetti del prelievo venatorio: per alcune popolazioni sono una importante fonte di sussistenza

Le volpi volanti del Madagascar, i «pipistrelli più grandi al mondo», sono diventati sempre più piccoli. Quello che detto così può sembrare un ossimoro, è una drammatica realtà, conseguenza diretta delle attività umane. 

La diminuzione della loro mole è iniziata a partire dagli anni ’80, principalmente a causa della caccia commerciale. Qualcuno potrebbe stupirsi leggendo queste parole, non considerando i pipistrelli come specie cacciabili. Ma anche se in Italia nessuno ha l’abitudine di abbattere chirotteri, e men che meno di nutrirsene, in alcune aree del pianeta la loro carne è molto ricercata. In qualche caso si tratta di alimentazione di sussistenza, come avviene spesso con il consumo di «bushmeat», la carne di animali selvatici, che nel mondo occidentale consideriamo non convenzionali, ma che altrove è considerata cibo al pari di ogni altra risorsa commestibile. In altri è questione di tradizione culturale. E in questo contesto rientra anche la consuetudine, non tanto in Madagascar quanto piuttosto in alcune altre isole del Pacifico, di collezionare anche i denti di questi animali, di cui esistono diverse varianti, che

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