
di Ana María Ortiz e José Aymá
Il farmacista Antonio García Condado, 78 anni, ha visto scene che non avrebbe mai immaginato: un ragazzo in piedi con il braccio tranciato, passeggeri sotto choc sbalzati fuori dal treno e ancora seduti sui sedili
URDA (TOLEDO) – La scena che Antonio García Condado, 78 anni, farmacista in pensione di Urda (Toledo), si trova davanti quando raggiunge il luogo in cui i treni si sono scontrati è da girone infernale. Un uomo di mezza età è disteso a terra, ancora appoggiato al proprio sedile, con i palmi delle mani sul petto e il volto insanguinato. Non si muove. Antonio è tra i primi ad arrivare sul posto: non ci sono ancora soccorritori.
«Stai tranquillo. Hai freddo?», chiede Antonio al ferito.
«No, sto bene».
«Ti fa male tutto il corpo, immagino».
«La schiena».
«Va bene, allora non muoverti finché non vengono a prenderti. Stai tranquillo, d’accordo?», cerca di calmarlo.
Poco più in là, un altro uomo, anch’egli di mezza età, disteso a terra, insanguinato e immobile, parla al telefono che gli porge un passeggero rimasto illeso.
«Ho la gamba destra rotta, sono cosciente. Non so da quanto tempo sia cosciente. Semplicemente, non so




