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Le mille vite di Netanyahu, «vincitore» delle elezioni in Israele: lo stallo e l’accusa di brogli agli arabi

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di Davide Frattini

Bibi si è sempre opposto a una commissione d’inchiesta sugli attacchi del 7 ottobre, alle urne i sostenitori non lo hanno ritenuto responsabile

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE 
GERUSALEMME – Quando l’ora più buia è rintoccata all’alba luminosa del 7 ottobre 2023, Mr Sicurezza — racconta chi gli stava attorno — ha vacillato, quasi incapace di reagire. Almeno per le prime 48 ore, traumatizzato come il resto del Paese dall’eccidio. Così lo trova Joe Biden quando riesce a parlargli: durante la telefonata il primo ministro ripete all’allora presidente americano che l’invasione di Hamas è il preludio a un assalto apocalittico contro lo Stato ebraico. 

La raccolta delle prove

Benjamin Netanyahu ci mette poco a riprendersi e a riprendere il controllo della narrazione, quell’abilità sviluppata negli Stati Uniti e negli anni da ambasciatore alle Nazioni Unite, quando è agli esordi della carriera politica. Il premier — ha ricostruito Yedioth Ahronoth — ordina ai consiglieri di cominciare da subito ad approntare la raccolta delle prove, è consapevole che la falla nella sicurezza più grave e l’eccidio più sanguinoso nella Storia di Israele rischiano di generare una commissione d’inchiesta. In passato è stato lui a invocarla urlando dai banchi dell’opposizione, è

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