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Cresce il rischio di riaprire un conflitto sulla Giustizia

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di Massimo Franco

Il modo in cui i vertici del governo hanno accolto la decisione della giudice per le indagini preliminari assume contorni discutibili

È difficile negare un certo sconcerto per la scarcerazione di Youssef Siher, sospettato di essere un istigatore degli scontri di piazza di metà ottobre a Milano. E la perplessità aumenta se si considera che la Procura era dell’idea di convalidare il provvedimento. Ma il modo in cui i vertici del governo hanno accolto la decisione della giudice per le indagini preliminari assume contorni altrettanto discutibili. Rischia di apparire come un attacco all’intera magistratura; e di resuscitare i fantasmi dello scontro nel referendum per la riforma della Giustizia. 

Nella polemica tende a prevalere l’esigenza della maggioranza di rassicurare quell’ampia porzione di opinione pubblica che di fronte all’inaccettabile vandalismo giovanile e agli scontri con le forze dell’ordine vede qualcosa da fermare e punire con tutti i mezzi. Nella reazione di Giorgia Meloni e dei suoi due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, si coglie un riflesso di questi umori. La premier ha detto di considerare «vergognosa la decisione». E a ruota sono arrivati gli attacchi del resto della coalizione. Il fatto che la gip non

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