di federico thoman
Primum vivere, deinde gubernare. Re Bibi, come lo osannano i suoi sostenitori, sembra avercela fatta ancora una volta. In quelle che sono state definite «le elezioni più importanti della Storia d’Israele» il tre volte primo ministro Netanyahu ha centrato un obiettivo che sembrava irraggiungibile: il suo partito, il Likud, resta la prima forza politica del Paese. A spoglio ancora in corso, nessuno sembra avere la certezza di una maggioranza; ma oltre alla straordinaria affermazione dei partiti arabi, la notizia è che Netanyahu resterà ancora al centro della scena e che la coalizione guidata dall’ex generale Eisenkot non è riuscita a scalzare l’uomo più divisivo della politica dello Stato ebraico. Che succederà adesso? Il nostro corrispondente a Gerusalemme Davide Frattini e la nostra inviata a Tel Aviv Greta Privitera ce lo raccontano.
La nostra lettera di oggi si sofferma anche sull’assurdo caso Bolsonaro jr. che è fuggito negli Usa passando, pare a piedi, dal Brasile in Argentina. E sugli sviluppi dell’affaire Mbappé-Pechino




