
di Gianni Favero
Il report della Cgia di Mestre: 2,2 milioni di occupati a fronte di 1,85 milioni di pensioni erogate. Zannin, Inps: «Occorre intervenire: fra un po’ il meccanismo previdenziale non reggerà più»
Anche in Veneto le pensioni sono ormai l’80% degli occupati. E il sorpasso, secondo la Cgia di Mestre, potrebbe avvenire tra sette-otto anni. Detta con altri dati, ai 175 miliardi di euro che il Veneto genera come Prodotto interno lordo, ne corrispondono 18 di contribuzione all’Inps. Ente da cui, per le diverse prestazioni – dalle pensioni agli ammortizzatori sociali – gli abitanti ne ricevono 17. Siamo ancora in leggero attivo, ma per ogni giovane che entra nel mercato del lavoro ci sono due over 65 in uscita. In più, nel 2025, sono stati circa ottomila i veneti, per lo più giovani e neolaureati, iscrittisi all’ Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire). Cioè, che se ne sono andati.
I numeri li riporta Valerio Zannin, presidente del Comitato regionale Inps del Veneto. «La tendenza – è la logica considerazione – porta a un quadro difficilmente sostenibile. Nel 2025 la platea dei lavoratori nella nostra regione ha perso 23 mila unità e per fortuna abbiamo registrato




