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L’Ilva perde 3 milioni al giorno: area a caldo non ancora spenta in attesa della Cassazione

di Michelangelo Borrillo

Acciaierie d’Italia ha chiuso il primo semestre 2026 con perdite per 551 milioni e 502 mila euro e indebitamento complessivo per 8 miliardi e 480 milioni

Il 25 ottobre era una data segnata in rosso nel calendario dell’Ilva: scadevano i 90 giorni entro i quali Acciaierie d’Italia – in base al decreto del 27 luglio scorso  della Corte d’Appello di Milano che dava 90 giorni all’azienda per rimuovere l’amianto dagli altiforni e abbassare le emissioni di polveri sottili – avrebbe dovuto spegnere l’area a caldo dello stabilimento di Taranto. E invece l’area è rimasta ancora nella fase di preriscaldo: lo spegnimento non c’è stato perché con l’ultimo decreto legge il governo ha prorogato sino al 15 dicembre lo stato di preriscaldo degli impianti. O almeno fino a quando la Corte di Cassazione non si sarà pronunciata sui ricorsi contro il decreto di Milano: l’udienza davanti alle Sezioni Unite Civili si è svolta lo scorso 20 ottobre e le società Ilva e Acciaierie hanno chiesto l’annullamento del provvedimento dei giudici di Milano mentre i cittadini di Taranto costituitisi in giudizio, la conferma. 

La perdita di 3 milioni al giorno

In attesa che si pronunci la

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