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Nunzia De Girolamo, da pasionaria del berlusconismo a psicoterapeuta di gruppo della tv

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di Aldo Grasso

«C’è una donna a cui deve ancora chiedere scusa?». A porre la domanda è Nunzia De Girolamo. La risposta è di Mario Biondi: «Una o due». Mai mi sarei aspettato di vedere Biondi a «Ciao Maschio». È uno di quegli incontri che Rai1 produce abolendo ogni distanza fra generi, personaggi e buon senso. Da una parte Biondi, voce da crooner internazionale, uno che sembra cantare anche quando parla; dall’altra De Girolamo, che dalla politica ha ereditato il gusto di condurre il gioco e dalla tv l’idea che ogni discorso debba finire in confessione. Lui viene da un mondo di ombre, musica e ambiguità; lei ha illuminato a giorno il salotto del sabato pomeriggio, trasformandolo in un centro di ascolto per maschi bisognosi del banale.
La parabola di Nunzia è un prodigio di adattamento: dalla pasionaria del berlusconismo alla psicoterapeuta di gruppo della tv. Basta sostituire il contraddittorio politico con quello sentimentale e il maschio da mettere all’angolo con quello da «mettere a nudo». Il berlusconismo passa, la vocazione alla ribalta resta (come è felice di apparire!).

A «Ciao Maschio» la vita privata è una pratica da istruire: si scava nell’infanzia, si passa per i tradimenti

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