
di Aldo De Pellegrin
«Il marchio Kronplatz Dolomites, deve consolidare l’eccellenza dell’area nell’offerta turistica invernale, puntando al contempo a migliorare i tassi di occupazione nei periodi di minore affluenza»
Il gallo, sì quello dell’adesivo nero e rosso che dal 1975 si era conquistato un posto d’onore su paraurti e finestrini di gran parte delle auto d’Italia e d’Europa, è rimasto! Nato dodici anni dopo l’apertura agli sport della neve, allora era solo lo sci alpino, e diventato subito il simbolo del Plan de Corones, continuerà ad esserne l’immagine indelebile ed inconfondibile. Ma i tempi cambiano, e le posizioni raggiunte, anche se di indubbio successo, vanno consolidate per comunicare un’identità unica. È il «branding», il riposizionamento strategico di una destinazione che ora vuole e deve, nelle intenzioni di Kronplatz Dolomites, essere vissuta tutto l’anno e valorizzare meglio le altre componenti della propria offerta turistica: la primavera, l’estate e l’autunno, la cultura e l’enogastronomia, l’escursionismo e il ciclismo.
Un nuova strategia
Il gallo è rimasto come simbolo distintivo e riconoscibile, un po’ rivisto nella sua angolazione grafica che ora si ispira, con un angolo di 22,75 gradi ai 2275 metri di quota della sua montagna regina, ma liberato da sfondi




