
di Alessandra Nardini
Sette mesi con un’ora di luce in più la sera hanno evitato 140 mila tonnellate di CO₂. Dal 2004 il risparmio complessivo in Italia supera i 2,4 miliardi di euro
Stanotte le lancette tornano indietro di un’ora. Si chiude così il periodo di ora legale del 2026, che secondo i dati di Terna, la società italiana che gestisce la rete di trasmissione nazionale dell’energia elettrica in alta e altissima tensione, ha permesso all’Italia di risparmiare circa 300 milioni di kilowattora di energia elettrica, equivalenti al fabbisogno medio annuo di circa 115mila famiglie. Un minor consumo che si traduce in un risparmio economico di oltre 90 milioni di euro, mentre sul fronte ambientale ha evitato l’emissione di circa 140mila tonnellate di anidride carbonica. Il meccanismo sfrutta una maggiore disponibilità di luce naturale nelle ore serali, riducendo la necessità di ricorrere all’illuminazione elettrica.
I risparmi dal 2004 a oggi
Il bilancio si inserisce in una tendenza di lungo periodo. Secondo le stime di Terna, dal 2004 al 2026 l’ora legale ha consentito di ridurre i consumi elettrici italiani di oltre 12,3 miliardi di kWh, con un risparmio economico complessivo per i cittadini di circa 2,4 miliardi di




