
di Federico Fumagalli
Lo schermo stasera, venerdì 23, si riaccende grazie anche alla determinazione del filmaker Emerson Testa: «Sono entrato per la prima volta in cabina a 7 anni: la mia vita non è stata più la stessa»
Frequentando la cabina di proiezione, in una sala di provincia, un ragazzino viene conquistato dalla magia del grande schermo. Da adulto, il cinema diventerà il suo mestiere.
La memoria rimanda al celebre «Nuovo Cinema Paradiso», ambientato in Sicilia, nel Dopoguerra. La cronaca trasferisce il film capolavoro di Giuseppe Tornatore, decenni avanti e centinaia di chilometri più a nord. Il protagonista non si chiama Salvatore-Totò (Cascio, l’attore bambino che lo interpreta) ma Emerson (Testa) che — malgrado il nome esotico — è di Fara Gera d’Adda.
«Partecipavo alle attività dell’oratorio, nel mio paese. Se all’età di sette-otto anni non mi fosse stato permesso di entrare in cabina, dove osservavo il proiezionista al lavoro, forse la mia epifania per il mondo del cinema non si sarebbe mai presentata. E, probabilmente, nella vita avrei fatto altro».
Oggi Emerson ha ventinove anni, è un filmaker e lavora come responsabile tecnico di Anteo, il gruppo milanese — fra i marchi più rilevanti dell’industria cinematografica




