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Cinquantenni al lavoro, per un giorno di smart working a settimana rinuncerebbero a 180 euro netti in busta paga

di Rita Querzè

Indagine del Consorzio Elis con Bocconi sui senior nelle aziende. L’80% sente di avere 11 anni in meno. Ma hanno stipendi più bassi della Generazione X. E pesano gli oneri di cura sui genitori anziani

Lo sanno bene i direttori del personale: compiuti i 45 anni il dipendente esce dal radar di promozioni e aumenti di stipendio. Non è più una «risorsa» su cui investire. Peccato che in azienda debba restarci altri vent’anni. A far pensare che le politiche aziendali in materia di personale senior andrebbero un po’ riviste è un’indagine voluta dal consorzio Elis (di cui fanno parte 140 tra imprese e università) e realizzata da Bocconi. I risultati sono stati presentati a Roma in occasione del «ceo meeting» in cui la presidente di Poste italiane Silvia Maria Rovere ha passato il testimone di presidente di turno del consorzio al ceo di Accenture Italia Teodoro Lio.

Senior supermotivati e pronti a imparare

Prima evidenza: gli over 50 non hanno perso motivazione e sentono di avere molto dare. Le interviste hanno riguardato 9.511 dipendenti over 45 in 27 aziende (da Poste Italiane a Snam, da Ferrovie a Tim e Fincantieri): un campione davvero molto ampio

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