
di Rosanna Scardi
«L’uomo sbagliato – Un’inchiesta dal vivo», debutto teatrale del giornalista, approda domenica 25 ottobre alla ChorusLife Arena: la storia del serial killer Ezzedine Sebai
Un’orazione civile su un caso di malagiustizia, su errori investigativi che hanno avuto conseguenze pesantissime su famiglie già indebolite dalla povertà e dall’indigenza. «L’uomo sbagliato – Un’inchiesta dal vivo», debutto teatrale di Pablo Trincia, approda domenica 25 ottobre, alle 17, alla ChorusLife Arena di Bergamo. Firmato dallo stesso giornalista insieme a Debora Campanella, la storia ci porta al nome di Ezzedine Sebai, serial killer tunisino scomparso nel 2012 a Padova, pochi giorni dopo aver tentato di impiccarsi nella cella dove era detenuto. Nel 2006 Sebai confessò da quel carcere quindici omicidi di donne anziane commessi nel Sud Italia a metà anni ‘90. Dichiarazioni spontanee rilasciate alla presenza dell’avvocato d’ufficio Luciano Faraon con tanto di nomi e cognomi. Tutte donne che vivevano in Puglia e Basilicata, non più giovani di 70 anni, alcune oltre gli 80. La rivelazione mandò in crisi diversi processi ritenuti già conclusi e sentenze passate in giudicato.
Trincia, perché ha deciso di raccontare questa storia a teatro?
«È una storia inedita, che si presta molto a uno spettacolo




