
di Davide Frattini
Dopo che gli è stato tolto il programma televisivo, Schleien gira il Paese per incontrare chi voterà per la prima volta e non ha conosciuto altri governi se non quello di Netanyahu
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
TEL AVIV Sta girando tutto il Paese per parlare coi giovani (e ascoltarli), attraversando le demarcazioni politiche fino a varcare la Linea Verde in quelli che lui considera territori occupati, dove ha affrontato i ragazzi dall’altra parte. Che occupanti non si considerano. Quando a Lior Schleien hanno tolto il programma televisivo — su pressione dei consiglieri di Benjamin Netanyahu, ricostruisce il quotidiano Yedioth Ahronoth —, si è costruito un suo progetto, IL suo progetto. Gli ha dato il titolo di Free Israel («Israele libera» ma pure «liberiamo Israele») in qualche modo un ritorno agli esordi e al suo Stato della Nazione. Questa volta non fa satira: resta il sorriso sardonico di chi per tanti anni ha voluto far ridere e adesso è preoccupato che da ridere ci sia poco.
Martedì prossimo oltre 600 mila maggiorenni (più dell’8 per cento degli aventi diritto) possono votare per la prima volta, tutti sono cresciuti con un solo premier al




