
di Stefania Ulivi
Alla Festa del cinema di Roma il docufilm su Jova: commosso e divertito. I due registi: «Un viaggio interiore nelle profondità del cantautore»
«Pinocchio di Comencini per me è un testo sacro: è l’inizio della mia vita. Andrea Balestri e io siamo coetanei, mi sono riconosciuto in lui. Quando Dario Zonta e Carlo Zoratti hanno preso quelle immagini senza dirmelo, per usarle nel film, ho capito che mi avevano beccato. Dopo anni passati a voler fare l’adulto, ora sto regredendo, vivo un’infanzia nel corpo che invecchia». In realtà Lorenzo Cherubini non ha voluto sapere proprio nulla del docufilm che, nel corso di sette anni — tra riprese di concerti, registrazione di album, passeggiate nei boschi, tre lunghi stop dovuti a cause di forza maggiore come il Covid e l’incidente in bici a Santo Domingo — Zonta & Zoratti hanno girato, discusso e montato. Presentato ieri in anteprima alla Festa di Roma in una Sala Sinopoli strapiena, Lorenzo. L’incredibile avventura di Jovanotti sarà nelle sale dal 26 novembre al 2 dicembre con Plaion Pictures.
«Gli ho dato le chiavi di casa e la prima cosa che ho detto è stata che non volevo il controllo.




