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Stipendi, verso il recupero veloce dell’inflazione fino al 90%: come possono cambiare i contratti

di Rita Querzè

Da una parte 13 associazioni d’impresa, da Confcommercio a Confindustria. Dall’altra Cgil, Cisl e Uil. L’obiettivo è rinnovare l’accordo sulla contrattazione e definire il «salario giusto»

Continua il confronto per definire accordi su modelli contrattuali e rappresentanza. Operazione ambiziosissima (ci si prova da vent’anni, soprattutto sulla rappresentanza). In campo da una parte Cgil, Cisl, Uil. Dall’altra 13 associazioni delle imprese (erano 14, Ania che rappresenta le assicurazioni, si è sfilata). Si va da Confindustria a Confcommercio passando per Confapi, le organizzazioni della cooperazione e dell’artigianato. L’accordo ha come obiettivo quello di individuare le organizzazioni più rappresentative legittimate a firmare i «contratti di riferimento» per ogni settore. I contratti di riferimento a loro volta definirebbero il «salario giusto». Le parti si sono incontrate nel pomeriggio del 15 ottobre. Il tavolo si è sciolto alle 23: intesa sostanzialmente raggiunta sulla rappresentanza, tensioni se non una vera e propria rottura sulle regole per gli aumenti salariali. Di seguito il punto sullo stato della trattativa.

Tre contratti di riferimento per ogni settore

Qualunque associazione di imprese o sindacale continuerà a poter fare un contratto anche se ha un numero risibile di iscritti. Ma questo contratto non potrà offrire un

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