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Altro che fine del lavoro: con l’Ai dentro l’azienda aumentano gli incarichi e il rischio di burnout

di Fabio Sottocornola

Lo dice una survey globale su dieci Paesi (Italia compresa) di Wellhub: per i pionieri la nuova tecnologia ha aumentato i carichi di lavoro e supporto ai colleghi. «Si apre la questione di come garantire benessere e tenere i talenti»

Chissà se l’intelligenza artificiale farà sparire milioni di posti di lavoro o decreterà la fine di tanti mestieri. Per il momento, l’introduzione in azienda dell’Ai sta producendo effetti contrari: aumenta il carico di lavoro per chi usa di più la tecnologia e riduce le interazioni significative con i colleghi.
Lo dice la nuova edizione sullo «Stato dell’arte del wellbeing aziendale 2027» realizzata da Wellhub, la piattaforma che punta al benessere aziendale e connette i dipendenti a una ampia gamma di partner per il fitness, la mindfulness, e poi ancora terapia, nutrizione, sonno. La ricerca è globale, ha coinvolto 5 mila lavoratori in dieci Paesi, tra cui Italia, Usa, Germania, Regno Unito, Spagna, Brasile, Messico.

Più carichi di lavoro

Che cosa emerge dalla survey? Attenzione: già si parla di un rischio burnout per chi utilizza maggiormente l’intelligenza artificiale. Sicuramente, un paradosso ma che apre a nuove sfide per le aziende che devono saper bilanciare innovazione tecnologica,

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