
Nella Capitale da due giorni non si parla d’altro. Il tecnico portoghese è ormai parte della storia giallorossa. Ed ecco come i tifosi hanno riabbracciato il loro ex condottiero, ora allenatore del Real Madrid
Si dice che il successo di un viaggio non lo determini l’uscire dal porto, ma il modo in cui torna. Da oggi lo avrà imparato anche José Mourinho, che affronta la Roma all’Olimpico per la prima volta da avversario dopo il suo addio e che è stato travolto da un’onda anomala d’amore. Da due giorni in città non si parla d’altro, lo Special One è parte della storia della Roma e occupa un posto di rilievo nel cuore dei tifosi giallorossi: un portoghese cittadino del mondo, uno che camminava a piedi in giro per la città per respirare il calore della gente. Lo faceva anche Capello. Entrambi, in modo diverso, hanno conquistato l’anima più viscerale del tifo romanista, che oggi rende omaggio al suo condottiero che torna nella Capitale. Da avversario, mai da nemico.
Abbraccio—
Ieri in conferenza aveva promesso che avrebbe cercato di non commuoversi, ammettendo che gli sarebbe costato molta fatica. Mou è un maestro nell’arte della comunicazione, della provocazione, dell’immaginazione. Il giorno




