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“Albero morde un uomo”. Quando Tree Rollins lasciò il segno… su Danny Ainge

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Il centro di Atlanta è passato alla storia, oltre che per la capacità di intimidire chiunque si avvicinasse all’area, per la rissa con la guardia dei Celtics, che portò a uno dei titoli più celebri del giornalismo Usa

I meno giovani ricorderanno come il celebre giornalista Gianni Minà citava sempre i favolosi anni 60. Nella Nba quelli favolosi furono gli 80. Perché segnarono la rinascita della lega dopo periodi bui legati all’uso di cocaina che era diventato talmente comune da poter essere paragonato a quello del Gatorade (o equivalente) oggi. Le Finals nemmeno andavano in diretta tv, impensabile oggi ma realtà di allora. Poi arrivarono Larry Bird e Magic Johnson e rilanciarono la Nba, che da lì a poco avrebbe assunto dimensioni globali grazie al Dream Team. Era anche un’epoca da Far West sul parquet. Si vedevano falli terminali, pugni in faccia, e persino… morsi. E finiva lì. Era il basket anni 80, valeva tutto. E qualcuno si lasciò prendere la mano. Anzi, la bocca.

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