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Cosa sta succedendo in Francia: perché gli studenti bruciano le scuole

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Cattedre vuote, edifici fatiscenti e sovraffollamento delle classi. Ecco i motivi che hanno scatenato le proteste dei liceali in Francia

Le immagini dei liceali che mettevano a ferro e fuoco gli istituti scolastici e le principali città della Francia hanno fatto il giro del mondo in poche ore. I risultati della guerriglia di giovedì sono noti: centinaia di feriti, quasi duemila arrestati (per lo più adolescenti) e numerosi edifici scolastici bruciati.

Non lo sono invece i motivi dietro a questa ondata di proteste, così come i suoi organizzatori.

I motivi delle proteste

All’origine della mobilitazione, iniziata in realtà il 21 settembre nell’accademia di Créteil e poi estesasi a macchia d’olio in tutta la Francia, ci sono precise rivendicazioni che poco o nulla c’entrano con le devastazioni occorse giovedì.

I liceali denunciano innanzitutto il non-remplacement des enseignants absents (mancato rimpiazzo dei docenti assenti): ovvero cattedre che rimangono vuote per settimane, con interi programmi svolti da supplenti precari o, nei casi peggiori, da studenti lasciati a sé stessi.

Basti pensare che circa il 7,5% delle ore di lezione non è stato garantito a causa di assenze non coperte. Questo dato corrisponde a un totale di 15,4 milioni di ore perse

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