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Spagna, governo battuto sulla casa, Sánchez valuta elezioni anticipate

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di Sara Gandolfi

Non passano i decreti voluti per placare le piazze: «no» dei separatisti di Puigdemont

Fiato sospeso in Spagna. Dopo la clamorosa (ma attesa) bocciatura in Parlamento dei due decreti-legge sulla casa, il premier Pedro Sánchez ha fatto sapere che deciderà durante il fine settimana se indire elezioni anticipate. La prima data possibile sarebbe il prossimo 29 novembre.

Assediato dall’ondata di indignazione popolare dopo lo sfratto dell’87enne Maricarmen Abascal, la scorsa settimana, ma anche dagli scandali e dall’opposizione che da mesi chiede di andare alle urne, il premier socialista ieri ha forzato la mano presentando alle Cortes i due decreti, frutto di un’estenuante trattativa con gli alleati di coalizione, la sinistra radicale Sumar, pur sapendo che non avrebbe raccolto i voti necessari in Parlamento per l’approvazione. Determinante è stato il voto contrario di Junts, il partito separatista catalano di centrodestra, che giovedì aveva anticipato il suo «no», sostenendo che i decreti non tutelavano a sufficienza i piccoli proprietari.

Si frantuma così la fragilissima maggioranza parlamentare che ha tenuto finora in vita il governo a guida socialista, aumentano le pressioni sul premier Sánchez, affinché convochi elezioni anticipate e allo stesso tempo non si placa

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