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Educazione di genere nelle scuole, sindacati divisi. Favorevole la Cgil, critiche da Uil e Cisl

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di Marika Giovannini

Le audizioni fanno emergere posizioni diverse anche tra consulte e rappresentanti del mondo scolastico. L’Università di Trento sostiene il provvedimento: «Colmare gli squilibri di genere»

Il dibattito ha fatto emergere posizioni articolate. In alcuni casi addirittura opposte. Del resto, il tema è delicato. E l’esame — avviato martedì e proseguito ieri (1 ottobre) — ne ha mostrato la complessità. Sul tavolo della quinta commissione — presieduta da Christian Girardi (La Civica) — è finito anche ieri mattina il disegno di legge di iniziativa popolare per l’introduzione dell’educazione di genere e all’affettività nelle scuole trentine. Con le audizioni delle consulte, dell’università, ma anche delle sigle sindacali.

I sindacati

E proprio dai sindacati sono arrivate le prime divisioni. Con la Cgil a favore del provvedimento e con Uil e Cisl contrari. «L’educazione alla parità tra i generi, al rispetto delle diversità e al contrasto di ogni forma di violenza nelle relazioni interpersonali deve diventare una parte strutturale e permanente dell’offerta formativa» hanno spiegato Andrea Segnana, Bianca Francesconi e Andrea Massironi (Flc Cgil). Rilanciando: «Il valore della proposta di legge risiede soprattutto nella possibilità di superare la frammentarietà degli interventi, riconoscendo l’educazione alla parità come una dimensione strutturale,

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