di Elena Meli
La storia di Davide Rafanelli, fondatore e presidente di SLAfood: anche dal cibo passa la cura, perché la vita va celebrata. Meglio se con un abbraccio
«Nelle tue condizioni, è ancora vita? È una domanda che mi viene fatta spesso e la mia risposta è sì, certo. Vedere mia figlia che mi corre incontro e mi abbraccia, mia moglie che mi dà un bacio, la carezza di un amico sono tutti motivi per cui questa mia vita vale, eccome». Le parole di Davide Rafanelli arrivano forti e chiare al cuore di chiunque, anche se lui ha bisogno del respiratore per pronunciarle per colpa della sclerosi laterale amiotrofica. Una malattia che mette in discussione uno dei gesti quotidiani più naturali, mangiare, che Davide conosce bene perché è stato a lungo imprenditore nel settore del cibo. Così quando si è ammalato non si è arreso di fronte a questa ‘ladra di gusto’, ma ha fondato SLAfood per trasformare la sua storia in un progetto di cura delle persone con Sla, in cui il cibo da ostacolo torna a essere un tramite delle relazioni.
Malattia e speranza
Davide ha ricevuto la diagnosi alla fine del 2021. Imprenditore, marito, padre,




