Il vicecapitano rossonero è passato dallo status di imprescindibile ai 17 minuti giocati fin qui in stagione. I motivi? La crescita di De Winter, i guai alla caviglia, le esigenze di Amorim
Giornalista
24 settembre – 21:25 – MILANO
L’infiammazione alla caviglia è stata insidiosa e problematica, uno di quei malesseri molesti che non ti costringe alle stampelle ma impedisce di allenarsi come occorrerebbe. E’ andata avanti alcune settimane, affonda le radici nel cuore dell’estate, ma poi in termini medici si è risolta. Restano ancora gli strascichi atletici e questo è uno dei motivi per i quali Matteo Gabbia sino a questo momento è stato soltanto una comparsa. Sparito dal radar portandosi con sé uno status importante: un po’ perché il vicecapitano della squadra, un po’ perché fino alla scorsa stagione era una delle colonne della squadra.
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I numeri attuali sono impietosi: in campo per soli 17 minuti, in due distinte occasioni, ovviamente entrambe da subentrato (14′ col Torino, 3 col Venezia). Poi, la Juve saltata a causa del dolore alla caviglia e quindi tre panchine filate tra campionato ed Europa League. I centrali




