di SARA GANDOLFI
Bentrovati,
benché Donald Trump continui ad accusare l’Onu di essere inefficace ed inutile, anche stavolta il tycoon è corso all’appuntamento annuale al Palazzo di Vetro per l’apertura dell’Assemblea generale, dove si è a lungo auto-elogiato come uomo di pace (sic). E anche questa volta i media internazionali lo hanno reso protagonista dell’evento di New York. Ma c’è un altro mondo, il nostro Mondo Capovolto, che ha parlato in questi giorni alle Nazioni Unite. E qui, proviamo a farne un breve riassunto per dare voce a quelle piccole e medie nazioni che, come dice il premier canadese Mark Carney, devono potersi sedere al tavolo globale per non diventare una voce del menù. Voci spesso discordanti, come confermano queste dichiarazioni:
António Guterres, segretario generale uscente delle Nazioni Unite: «Un Consiglio di sicurezza del XXI secolo senza seggi permanenti per l’Africa è ingiusto e indifendibile».
Luiz Inacio Lula da Silva, presidente del Brasile. «Il Brasile non è il giardino di casa di nessuno. Stiamo assistendo, ancora una volta, a interferenze esterne nei processi elettorali. Non permetteremo ai nemici della democrazia, interni o esterni, di minare la




