
di Paolo Mereghetti
Snobbato a Venezia, il film è stato scelto fra 21 che avevano presentato la candidatura
Facciamo un grande augurio a «L’estranea» che l’Anica ha scelto per concorrere come film straniero alla prossima edizione degli Oscar. Da quel lontano 2014 quando Paolo Sorrentino alzò la statuetta per La grande bellezza, solo due volte siamo arrivati almeno tra i cinque nominati, sempre con Sorrentino (2022, «È stata la mano di dio») e Garrone (2024, «Io capitano»).
«L’estranea» era la scelta migliore? Dei 21 film che si erano (volontariamente) iscritti alla selezione solo «Primavera» di Michieletto e «Tre ciotole» (ma la regista è straniera, Isabel Coixet) potevano essere alternative plausibili, per il resto non c’era molto.
Personalmente ho più di una riserva sul film di Paolo Strippoli (il meccanismo narrativo diventa presto esagerato e prevedibile) e che sia «un film di genere», come ha sottolineato chi lo ha scelto, non mi sembra una caratteristica così importante: negli ultimi 15 anni solo «Niente di nuovo sul fronte occidentale» era ascrivibile a un genere (il film di guerra).
Il fatto, poi, che la giuria della Mostra, presieduta da una americana, non lo abbia considerato per i premi




