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Aneddoti, gaffes, misteri e mercato dell’era Boehly al Chelsea

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Un proprietario che faceva le trattative di mercato in prima persona, un’idea che funzionava solo in teoria e un approccio americano allo sport che nelle sacre liturgie del calcio inglese non ha funzionato: negli ultimi 4 anni il Chelsea ha speso più di chiunque altro, vinto poco e con un solo allenatore… e si è pure scordato Gullit

Todd Boehly, imprenditore americano presidente del Chelsea e simbolo della cordata che quattro anni fa rilevò il club da Roman Abramovich, è sceso da cavallo. Ha ceduto il suo 12,8% delle azioni del club al gruppo di maggioranza Clearlake Capital – lo stesso ha fatto l’altro socio Mark Walter in seguito a un’indagine fiscale dell’Fbi -, lasciando così i Blues nelle mani dell’iraniano di California Behdad Eghbali. Anche se non è un cambio di proprietà formale, di fatto finisce un’era per il Chelsea. Un’era misteriosa, sfarzosa, che ha fatto parlare di se e di cui in fondo si è capito ben poco. Spiegano meglio certi numeri di mercato: sotto la presidenza Boehly, esclusa l’ultima sessione in cui era già noto il fatto che fosse in uscita, sono stati acquistati 48 calciatori per quasi 2 miliardi di euro – più di qualsiasi altra

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