L’esperienza con lo United gli è servita per modificare, in parte, un approccio troppo rigido. “Bisogna adattarsi un minimo”, ha detto dopo la partita col Lecce in cui il Milan, con alcuni cambiamenti tattici, ha svoltato rispetto alle partite precedenti
Giornalista
21 settembre – 23:26 – MILANO
Il calcio a volte è bizzarro. Può anche capitare che un allenatore esonerato bruscamente, tra gli stracci che volavano, tra accuse e rivendicazioni, in totale rottura con tutto l’ambiente, qualche mese dopo venga rimpianto. Sta succedendo a Ruben Amorim e stiamo parlando di Manchester. Ovviamente non della dirigenza, ma dei tifosi. O quanto meno di una parte di essi. Lo United arranca, annaspa, boccheggia a quota cinque punti in altrettante partite e la gente dei Diavoli Rossi inizia a rimpiangere Ruben. Il tre a zero del Milan sul Lecce è stato il detonatore della nostalgia, ma più di un affezionato si era sbilanciato già dopo il quattro a due che Amorim aveva rifilato a Carrick nell’amichevole di Ferragosto. Il Manchester peraltro pare un fattore destinato a comparire spesso nei ragionamenti che coinvolgono Amorim. Perché certo, quando un’avventura




