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Mestre, nella scuola dove 9 bambini su 10 hanno cognome straniero: «Per integrarci l’italiano è fondamentale»

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Il presidente del consiglio di istituto: «Non si può discriminare in base alla provenienza. Serve chiarezza su cosa include il 30%»

Davanti al cancello ad aspettare i bambini che escono da scuola ci sono culture, abbigliamenti e lingue diverse. Genitori bengalesi, moldavi, ma anche indiani, ucraini e italiani, anche se sono la minoranza. È il ritratto della scuola primaria Cesare Battisti dell’istituto comprensivo Giulio Cesare di Mestre, dove da anni è forte la presenza di studenti non italiani.

Nove bambini su dieci hanno il cognome straniero

Nelle prime classi, nove bambini su dieci hanno il cognome straniero, la maggior parte arriva dal Bangladesh. All’infanzia, dei 102 piccoli iscritti cento non sono italofoni. Alle medie la proporzione non cambia di molto: su 118 alunni solo dieci portano un cognome italiano. Tatiana, è una mamma moldava di tre figli che parlano tutti bene l’italiano, ha sposato un bengalese: «La scuola deve essere usufruibile per tutti, ma purtroppo per esperienza vedo ogni anno arrivare bambini che non conoscono l’italiano, e questa situazione è difficile da gestire — dice —. Imparare la lingua è fondamentale, perché solo così possiamo essere tutti integrati». Nei giorni scorsi uno striscione con slogan contro l’integrazione e il simbolo dell’organizzazione

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