Con il Lohengrin del 2027, Ilaria Lanzino sarà la prima regista italiana che metterà in scena un’opera a Bayreuth, il tempio di Wagner, in 150 anni di storia: «Non me l’aspettavo. Sarà per me un onore, sento la responsabilità nel far parlare le mie due anime, italiana e tedesca». Che sia una donna dà ancor più il senso di innovazione. Tanto più che in Italia ha una sola regia all’attivo: Resurrezione di Händel per l’Opera di Roma nel 2024. «Ma tornerò, in un altro teatro molto prestigioso».
I genitori, papà ingegnere calabrese e mamma sarda prof di francese, si conobbero a Pisa, dove Ilaria è nata 36 anni fa. Da 13 vive tra Austria e Germania. «Da adolescente cantavo nei cori delle chiese e alla Normale di Pisa, che ai concerti accoglieva anche chi non era studente. A 16 anni entrai al Conservatorio di Lucca, non sapevo cosa volevo fare nella vita. Ma ricordo che da bambina mi innamorai perdutamente di Cherubino delle Nozze di Figaro, sognavo di sposarlo. Come cantante non avevo particolari qualità, facevo tante cose come tanti. Studiavo medicina, scoprii la letteratura tedesca e mi capitò un tirocinio alla regia alla Deutsche Oper di Berlino».
I suoi registi di




