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Il curioso ritorno dei Perturbazione: «Ecco le nostre cover “italianizzate”»

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di Francesca Angeleri

In «Risuona» il gruppo torinese propone traduzioni nella nostra lingua

Tutti i gruppi musicali non eseguono solo i loro pezzi: la palestra sono le cover. «Suoniamo insieme da 40 anni, dai banchi del liceo. All’inizio le cover le fai il più possibile simili all’originale. Col tempo ti rendi conto che il gioco è mettere qualcosa di tuo. Tradurla quella canzone. È lei che ti ha scelto, non il contrario». Il 9 ottobre esce «Risuona (The Saifam Group)» il nuovo album dei Perturbazione, lo storico gruppo indie torinese il cui ultimo disco risale a due anni fa. Dieci tracce, delicate e ariose, in cui reinterpretano, in italiano, delle canzoni straniere e di nicchia. «È un disco profondamente nostro -racconta Tommaso Cerasuolo, la voce della band- pur essendo fatto con materiale che abbiamo “raccolto in giro”. L’idea ci era venuta due anni fa». Il filo rosso tra i brani è nato cammin facendo, scoprendo via via le affinità elettive. 

«Ho cominciato a cantare in italiano intorno ai 30 anni. Prima, tutto ciò che suonavamo, ma anche che ascoltavamo, le cassette che ci passavamo, erano in inglese: gli Smiths, i Cure, i Rem, la new wave… Poi

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