
Non si capisce il motivo del mancato intervento dopo il contatto tra Heggem e Oristanio in Bologna-Torino: manca il chiaro ed evidente errore?
Segnatevi la data: 12 settembre, quarta giornata, Genoa-Frosinone, mani di Cittadini, “on field review” con chiamata del Var Camplone, rigore assegnato dall’arbitro Rapuano alla trentaduesima partita dell’anno. È stata la prima volta di questo campionato e forse va segnata come rarità: il Var è ammutolito o la soglia è diventata talmente alta che intervenire non va più di moda. Il calcio attuale agli allenatori piace da matti: nessuno simula, tutti si rialzano, il gioco scorre, il tempo effettivo sale, si gioca e si combatte. Ma a Bologna, match contro il Torino di oggi pomeriggio, uno a uno finale, qualcosa che lascia perplessi (eufemismo) s’è visto: al minuto 72, Heggem calcia il pallone fra le gambe di Oristanio, niente rigore ed è giusto così. Ma dieci minuti dopo anche il replay non lascia dubbi: Guida fa correre e Santoro (al Var) non apre l’interruttore della chiamata ma la chiamata a video doveva starci quantomeno per studiare fino in fondo. I protagonisti sono gli stessi, Heggem-Oristanio, col secondo che frena e sterza e il primo che porta il gambone



