
di Salvo Fallica
Giacomino Utano ha fatto di tutto per aiutare l’animale, ritrovato dalla nipotina con le zampe spezzate, in un’isola che non ha veterinari. Tra loro si è instaurato un legame speciale, oggi riconosciuto anche dalle istituzioni
Una storia con un doppio lieto fine per il capretto Pongo, sia sul piano del recupero della salute sia perché è stato affidato all’uomo che lo aveva salvato.
L’animale era stato ritrovato a Stromboli nel dicembre 2025, quando aveva 8 mesi di vita, con le zampe posteriori fratturate. Era stato avvistato nella spiaggia di Scari, celebre per i ciottoli lavici neri e la sabbia scura, da una bambina che stava passeggiando al fianco della sua mamma. Il capretto lamentandosi chiedeva aiuto e testimoniava la sua sofferenza e il suo dolore per le zampe spezzate.
Dopo aver lanciato l’allarme è giunto l’anziano pescatore Giacomino Utano, il bisnonno della bambina, e subito si è prodigato per aiutare il capretto. Lo ha avvolto in una coperta e lo ha portato nella sua abitazione, ha provato a curare le sue zampe ma era evidente la necessità dell’intervento di un veterinario.
Un problema non da poco perché a Stromboli non vi è una




